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Come nasce il progetto

La cipolla bianca di Fara Filiorum Petri risorge ufficialmente dalle sue ceneri nel lontano 2006. Essa era rimasta latente solo in alcuni orticelli privati di una contrada di Fara Filiorum Petri detta Mandrone. Nel tempo era stata sostituita completamente da altre cipolle con caratteristiche organolettiche molto diverse ma con il solo pregio della conservabilità. Nel 2006, il Comune di Fara Filiorum Petri in collaborazione con associazioni volontarie del posto, dopo un processo di recupero dei semi e produzione di cipolla, ha organizzato la prima manifestazione gastronomica tutta a base di cipolla bianca di Fara Filiorum Petri dal nome “Ripartiamo da Fara Cipollara”. Questa manifestazione, che ormai si ripete ogni anno il primo fine settimana di agosto, ha raggiunto dimensioni notevoli, è ormai diventato un appuntamento inderogabile per moltissimi, sia del territorio che turisti che puntualmente si ritrovano a degustare la cipolla all’evento. Il vero momento di valorizzazione di questa cipolla è avvenuto nel 2015. La cipolla è stata inserita in un progetto di sviluppo locale del Gal Majella Verde dal nome “10 sapori da salvare”.

Con la realizzazione di detto progetto si è vista la nascita di una associazione di produttori di cipolla bianca , la realizzazione e poi adozione di un disciplinare di produzione e quindi la prima produzione a carattere commerciale del prodotto. Successivamente alla nascita dell’Associazione produttori di cipolla bianca di Fara Filiorum Petri si sono impegnati nella produzione e commercializzazione del prodotto. In seguito, sempre grazie ad un progetto con il Gal Majella Verde, la cipolla bianca di Fara Filiorum Petri ha anche ricevuto il riconoscimento di “Presidio Slow Food” che detiene tuttora. Negli anni l’associazione ha perso delle unità ma nel frattempo ne ha acquistate delle altre, questo ha comportato una crescita sia a livello produttivo che organizzativo. E’ iniziata una maggiore diffusione e commercializzazione del prodotto nei mercati locali e soprattuto nei ristoranti sia locali che del circondario, soprattuto di quelli che ricercano prodotti tipici e particolarmente caratterizzanti il territorio.